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| Rudi Garcia |
Il ruolo di De Rossi – Nelle prime due giornate, Rudi ha proposto sempre gli stessi uomini, davanti a De Sanctis. A significare che quella è la difesa titolare e con quella si andrà avanti. Da destra a sinistra, linea a quattro formata Maicon, Benatia, Castan e Balzaretti. E, come si sa, nessun gol al passivo. Merito anche della schermatura protettiva garantita al reparto da De Rossi, piazzato da Garcia
nella posizione di libero davanti alla difesa. La posizione di Daniele è
fondamentale per dare equilibrio costante a un reparto che, per poter
sfruttare le accelerazioni di Maicon, tende quasi fatalmente a non essere equilibrato. Ecco perché pur di sfruttare la vena del brasiliano, De Rossi in fase di possesso mantiene sempre un atteggiamento tattico molto accorto mentre con palla agli avversari è Balzaretti a diventare immediatamente il terzo centrale se Maicon
è fuori posizione. Movimenti semplici che hanno bisogno, per diventare
automatici e funzionali, di continuo addestramento; e con tre pezzi
nuovi su cinque ce n’è bisogno ancor di più.
Occhio alla differenza – La difesa della Roma, nonostante De Sanctis non sia più giovanissimo, e Balzaretti e Maicon
da tempo non siano più due ragazzini, non è la più vecchia del
campionato. È, questo sì, una difesa più esperta di quella della passata
stagione. Non bastano solo due partite, però, per fare un paragone
credibile con la difesa dello scorso campionato: la Roma
ha chiuso quello 2012-13 con 56 reti al passivo, mantenendo la porta
inviolata soltanto 8 volte (la prima il 7 ottobre 2012 all’Olimpico
contro l’Atalanta) e per un campionato da zone europee
sarà fondamentale nei prossimi mesi non concedere il bis. Così come sarà
importante mantenere una differenza-reti migliore: lo scorso anno la Roma ha chiuso a +15 mentre la Juventus a +47, vincendo lo scudetto con lo stesso numero di gol all’attivo della Roma, 71. Segno che in Italia si vince con la miglior difesa, non con l’attacco più brillante.
La meglio gioventù – Alle spalle dei difensori titolari, ci sono tre ragazzini, Dodò, Jedvaj e Romagnoli, più Burdisso e Torosidis. Il reparto forse avrebbe avuto bisogno di un centrale con caratteristiche diverse da quelle di Benatia, Castan e dello stesso Burdisso, ma il ds Walter Sabatini è convinto che i due ’95, Romagnoli e (soprattutto) Jedvaj rappresentino alternative affidabili, sotto tutti gli aspetti. Se mai, l’augurio è che De Sanctis possa giocare 38 gare su 38, e che poi sia titolare anche in Coppa Italia. Per ovvi motivi.

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